L’Abi, associazione bancaria italiana, così come il governo, si è espressa in modo favorevole alla proposta di anticipare la cassa integrazione da parte delle banche per poter fronteggiare il periodo di crisi causato dall’emergenza Covid-19 e abbreviare i tempi di erogazione dei 10 miliardi stanziati dal decreto Cura Italia.
L’accordo con le parti sociali sulla cassa integrazione in deroga coinvolge 166mila lavoratori e garantisce a tutti i datori di lavoro e ai loro dipendenti, per i quali non sono disponibili gli ammortizzatori sociali ordinari, o che li abbiano già esauriti, di accedere alla cassa. Sono compresi anche i cosiddetti lavoratori intermittenti, i lavoratori somministrati, tutti gli apprendisti, i lavoratori agricoli ed anche tutti i lavoratori degli appalti anche in caso di subentro dopo il 23 febbraio di altra impresa.
Alitalia chiederà di aggiungere altri 2.900 lavoratori ai 3.960 per cui aveva già chiesto gli ammortizzatori, per un totale di circa 6.800 persone di cui 2.785 solo per l’emergenza Covid-19.
ArcelorMittal ha comunicato alle organizzazioni sindacali e a Confindustria Taranto di essere costretta, a ricorrere alla cassa integrazione ordinari per un totale di 8.173 addetti dello stabilimento di Taranto, 5.626 operai, 1.677 impiegati e 870 equivalenti, ovvero tutto il personale dello stabilimento, dal 30 marzo per 9 settimane.